MATTINATA NELLA BASSA

Dopo una settimana chiuso in casa ammalato e un lungo periodo senza osservazioni interessanti, sabato 20 aprile mi sono concesso qualche ora nel Tavello di Limena lungo il Brenta, mio local patch, senza avvistamenti incredibili anche a causa del forte vento e dal distrubo di 2 barchette nel fiume: un'upupa che si riparava tra gli alberi, piro piro culbianco, decine di rondini e balestrucci a caccia di moscerini, un paio di quaglie in canto, probabilmente rilasciate.

L'uscita seria era prevista però per la mattina seguente, con un bel giro a Codevigo assieme al mio amico Enrico. Lo passo a prendere a casa alle 7:10 e alle mezza siamo alla spiaggia della Boschettona. Un primo sguardo ci permette di osservare 2 pivieresse sulla battigia, in mare diversi cigni reali, qualche cormorano e marangone minore, in volo volpoche e sterne comuni. Dalle barene più lontane e verso il centro della valle si sentono pettegole e fenicotteri rosa. In mezzo alla salicornia e sulla stradina scodinzolano 4 cutrettole,tra cui una che raccoglie deglie pagliuzze, indice di una possibile nidificazione , e dalla modesta macchia di cespugli canticchia un usignolo che lascia osservare per un paio di minuti.

Usignolo


Cutrettola








Upupa

Proseguendo lungo l'argine vediamo un'upupa bella come sempre, gabbiani comuni, reali e corallini, 

Sulla sabbia e nell'allevamento di vongole ci sono vari limicoli: beccacce di mare, pantane, pivieresse, sui pali ci sono anche 5 piovanelli pancianera. A un certo punto passa spedito sopra l'acqua un trenino di pivieresse, seguite da un limicolo più grosso, un bel chiurlo piccolo

Vediamo anche una sterna zampenere che sorvola i campi e sempre in volo un maschio di marzaiola.


Chiurlo piccolo








Ci spostiamo in macchina facendo una breve sosta per osservare il canneto. A parte sentire diversi usignoli di fiume e una cutrettola in campo dal campo e qualche gabbiano corallino sopra di noi, vediamo ben poco e ci dirigiamo al Cason delle sacche. Qui vediamo subito falco di palude in caccia sulla valle, beccamoschini in canto, oche selvatiche presenti tutto l'anno, fenicotteri in lontana e grande movimento di limicoli come pantane ma soprattutto totani mori e combattenti. Ci sono anche molti anatidi che passavano in volo, tra le volpoche e i germani reali tiriamo fuori anche 4 canapiglie. Ci sono tante sterne comuni in caccia e a un certo punto ci passano sopra 3 sterne che ci danno l'impressione di essere mignattini, ma sparsiscono subito dietro agli alberi. Proviamo a salire sulla torretta di osservazione, e sfruttando il punto di vista sopraelevato riusciamo a vedere qualche mestolone che galleggia placido in lontanza, e rivediamo le bestie che ci erano sfuggite confermando l'iniziale sospetto di mignattini comuni. Aggiungiamo inoltre una sterna maggiore, che attraversa il nostro campo visivo in tutta la sua fierezza.




Combattenti


Totani mori










Sterna maggiore


Saliamo dunque in macchina con direzione l'oasi di Ca' di Mezzo, fermandoci un attimo sul ponte sul canale prima della statale, dove una tonta sgarza ciuffetto si lascia osservare placidamente.

Una volta giunti a destinazione ci incamminiamo verso quella che forse è la garzaia più interessante del Veneto, almeno al momento, con quasi tutte le specie coloniali nidificanti.

Fa caldo e gli uccelli sono abbastanza silenziosi: si sentono solo diversi usignoli di fiume, qualche codibugnolo, un paio di cinciallegre e capinere, ma dopo un po' si aggiungono un distante cuculo e il primo rigogolo dell'anno, oltre ai frastuono costante che veniva dai nidi di cormorano.

Nelle vasche vediamo poca roba: 2 cigni reali, qualche germano, tante Trachemys scripta e nutrie.

Sul pontile di legno si riposano altri alloctoni, 3 ibis sacri, mentre li sorvolano 2 pinguinose nitticore che vanno a posarsi sugli alberi più alti.

Arriviamo finalmente alla garzaia, dove vediamo subito decine di nidi di cormorano, molti aironi guardabuoi e nidi di garzette. Con uno sguardo più approfondito troviamo anche una spatola in cova, per poi vederne un'altra passare dall'altro lato con un ramo in bocca, suggerendo quindi la presenza di almeno 2 coppie. Sono state beccate per la prima volta quest'anno dal mio amico Pietro, e si tratta di una specie che in tempi recenti non ha mai nidificato nella nostra provincia, per quel che mi risulta, anche se negli ultimi anni sono diventate piuttosto comuni in zona.


Spatola in cova.


Proseguiamo di qualche metro, e mentre un usignolo richiama dalle siepe alle nostre spalle, vediamo finalmente le altre star della zona: dei bellissimi quanto ridicoli mignattai. Questi sgargianti tacchini dalle sembianze quasi tropicali saltellano goffi tra i rami. Stimiamo la presenza di almeno 3 coppie nidificanti. In cova anche airone guardabuoi e una sgarza ciuffetto, probabilmente anche le nitticore e i marangoni minori.





Nitticora e garzetta in cova.





Mignattaio

                                                                                           




Sgarza ciuffetto nascosta


Nel frattempo è mezzogiorno e mezzo, fame e 
4 ore di sonno si fanno sentire, e decidiamo di avviarci.
Mentre siamo in macchina, siamo salutati da una sterna 
zampenere che sorvola i campi, tipica scena primaverile nella
bassa padovana.













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